Si riprende…

Eccoci di nuovo. L’ultimo articolo pubblicato è datato 1 agosto e recava il titolo “Ultimi aggiornamenti prima delle vacanze”. E’ passato parecchio tempo: le vacanze, direte voi, sono ormai un ricordo lontano. E’ vero, putroppo non ci è stato possibile aggiornare con regolarità il blog, ma il lavoro del nostro gruppo consigliare non si è di certo interrotto. Cercheremo, comunque, d’ora in avanti, di non lasciar passare così tanto tempo tra un intervento e l’altro così da rendervi partecipi di quanto facciamo.

Per il momento, pubblichiamo alcuni importanti documenti riguardanti una questione che ci sta molto a cuore: la nuova stazione Nord. Si tratta in particolare dei verbali del Consiglio di Vigilanza e della relazione stesa dalla Prof. ssa Anna Gervasoni (dell’Università LIUC) in merito alle alternative di collegamento tra il centro cittadino e la nuova stazione. Sono documenti utili a chiarirsi le idee intorno a questa compicata faccenda e, proprio per tale motivo, desideriamo che siano resi  pubblici e fruibili dalla cittadinanza. Eccoli qui:

CDV del 11-11-2009

CDV del 15-12-2009

CDV del 25-06-2010

CDV del 16-12-2010

FNM relazione LIUC

Ricordiamo che la navetta attualmente presente (che collega vecchia e nuova stazione) è assicurata sino al 30 dicembre 2011 e che, ad oggi, non sappiamo che cosa accadrà dopo quella data.

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Ultimi aggiornamenti prima delle vacanze…

Prima di salutarvi per la pausa estiva ci teniamo a segnalarvi alcune cose. Inanzitutto abbiamo aggiornato in più punti il nostro blog e vi invitiamo a leggere quello che c’è di nuovo:

  • nella sezione “I nostri progetti” abbiamo inserito una pagina riguardante la Corte del Ciliegio;
  • sempre nella medesima sezione, abbiamo inserito un aggiornamento nella pagina dedicata alla Ex-esselunga e al nostro progetto di Farmer-Market;
  • lo scorso 27 luglio si è tenuto il terzo Consiglio Comunale: abbiamo pubblicato un post per segnalarvi ciò che riteniamo più importante;
  • nella sezione “Succede in Italia e nel Mondo”, troverete un nuovo articolo che vi farà scoprire una realtà molto particolare e, speriamo, interessante.

Infine, una segnalazione importantissima: da qualche mese  è attiva la raccolta firme promossa dal Comitato Pendolari affinchè sia rispettato, da parte di tutti gli enti preposti, l’accordo di programma del 2001. Per tutte le informazioni necessarie potete consultare i numerosi post che abbiamo scritto in questi mese sulla situazione della stazione oppure andare direttamente sul blog del Comitato (http://lastazionedicastellanza.wordpress.com/). La petizione è fondamentale e ogni firma è necessaria: vi chiediamo pertanto di partecipare numerosi! Il comitato spiega a questo link http://lastazionedicastellanza.wordpress.com/doclet/lettere-2/lettere-istituzioni/petizione-per-tram-e-rispetto-accordo-di-programma-del-2001/ le modalità di raccolta delle firme. Come per i referendum dello scorso giugno, anche questa petizione è una bella occasione per dimostrare che noi cittadini siamo attivi e partecipi: se le cose non vanno è nostro dovere accertare le responsabilità e pretendere che la situazione migliori!

Per leggere il testo della petizione: petizione-definitiva.

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Il terzo Consiglio Comunale: tanto fumo e odore di bruciato

Mercoledì 27 luglio, in un clima pre-vacanziero, ma quanto mai teso, si è tenuto il terzo Consiglio Comunale della nostra città. In mezzo a tanti progetti per una Castellanza più ambientalista e votata al risparmio, si è fatto passare, in realtà, un impoverimento del potenziale economico della città e dei cittadini.

Il gruppo consigliare PD – Amiamo Castellanza ha votato contro due delibere che ritiene pericolose e negative per Castellanza.

1) Aumento dell’Irpef. L’assessore Galli ha proposto, ad un mese dalla presentazione del bilancio, un aumento di circa 15 euro pro capite come necessaria azione per coprire un disavanzo di 200.000 euro dovuto a spese impreviste. In realtà, ben 67.500 di queste erano ben previste perché facevano parte di una legge leghista di federalismo locale che prevede minor introiti per i rimborsi iva.

Lo 0,1% di aumento dell’Irpef significa che un operaio che ha una retribuzione di 1000 euro paga in più 20 euro e un impiegato che prende 1500 euro paga in più circa 30 euro.

Noi del gruppo consigliare PD – Amiamo Castellanza non riteniamo giusto che siano i cittadini a pagare per gli errori della cattiva “politica”, soprattutto quando vi è una soluzione alternativa che abbiamo proposto, inascoltati, agli amministratori. L’aumento della tassa, infatti, può essere evitato semplicemente
applicando in modo adeguato una legge: quella sul pagamento degli oneri per la monetizzazione delle aree standard. Nel nostro Comune, una scorretta interpretazione di tale normativa fa perdere circa 400.000 euro solo per due progetti di edificazione; questi 400.000 euro potrebbero essere utilizzati per il 75% per spese correnti, quindi anche per coprire quelle che, secondo l’Assessore Galli, renderebbero necessario l’aumento dell’Irpef. L’aumento degli oneri di monetizzazione delle aree standard non è un castigo per i più ricchi, ma semplicemente una buona pratica amministrativa che consentirebbe di ridistribuire in modo equo il carico fiscale.

L’Assessore, tuttavia, considera impraticabile questa soluzione, forse per una conoscenza approssimativa della legge o forse per pigrizia politica, non volendo rivedere posizioni ormai prese. Poco importa quale che sia il motivo di tale cecità; ciò che è veramente importante è che sono ancora una volta i cittadini, già gravati da diversi aumenti (medicine, autostrade, trasporti, benzina, ecc…), a dover pagare.

2) Cessione del 40% delle farmacie. La maggioranza ha presentato un indirizzo alla Castellanza Servizi di cessione delle farmacie, per recuperare circa 2,5/4 milioni di euro da investire in pannelli fotovoltaici da mettere sui tetti delle varie proprietà comunali, per pagare parte dei debiti della società.

Nessun  gruppo di opposizione ha ricevuto alcun documento in allegato che permetta di valutare la consistenza economica di questa operazione. Non sappiamo quanto siano le attuali entrate e uscite o quanto effettivamente possa valere questa attività. Di sicuro è in attivo e reputiamo di circa 500/600.000 euro. Può darsi che nei prossimi anni possa diminuire l’utile, ma è una certezza che esso comunque ci sarà e, se sapremo ben gestire le farmacie, potrà anche mantenersi inalterato; in questo modo sarà anche possibile calmierare i prezzi dei medicinali che ormai stanno aumentando e, insieme ai ticket, stanno toccando le tasche di  tutti, soprattutto nelle fasce medio – basse. Inoltre, il progetto di copertura dei tetti con pannelli fotovoltaici è stata presentato con dati di risparmi a nostro avviso troppo elevati, che hanno dell’incredibile; senza aggiungere, poi, che l’intero progetto necessita di ingenti investimenti.

Noi riteniamo che sia necessario, prima di qualsiasi azione, confrontare il progetto dell’Amministrazione con altre alternative. Esiste, ad esempio, la possibilità di fare un accordo con società che installano gli apparati che si fanno cariche delle spese, si tengono la quota di rimborso statale e lasciano la quota di consumo ai proprietari, consentendo comunque un risparmio notevole senza investire nulla.

In seguito, ove avessimo delle entrate aggiuntive, dovremmo tenere in considerazione un investimento per le strade e per l’arredo del centro. Non si possono svendere i negozi in centro perché non rendono quando la situazione fa schifo e non c’è nulla che invoglia un cittadino a frequentarlo.

La maggioranza, come per il punto precedente, non ha nemmeno tenuto conto di questa proposta alternativa e ha votato per la sua mal presentata soluzione.

Oltretutto, con un ulteriore atto di arroganza politica, è stato stabilito che la decisione sulla prosecuzione di questo progetto sarà presa unicamente dalla giunta. Noi ci siamo fortemente opposti perché ciò significa che decisioni così importanti verranno prese da 3-4 persone nel chiuso delle loro stanze, senza che siano presentati i numeri su cui si basano le loro decisioni; un bravo amministratore, se basa le sue decisioni su previsioni ben documentate, non può temere il contraddittorio; è inammissibile che non sia permesso alle opposizioni e ai cittadini di poter discutere e decidere in Consiglio Comunale di un progetto di così grande rilevanza per la comunità. Critichiamo questa scelta, infine, anche perché non è presente in nessun programma delle liste che si sono presentate alle elezioni. Riteniamo questa incoerenza politica, molto negativa perché disattende le promesse fatte ai Castellanzesi e così facendo si prende gioco di loro.

Il nostro Comune è in rosso

A proposito del bilancio di previsione 2011 approvato dalla maggioranza del Comune di Castellanza.

Ho letto con molta curiosità il resoconto dell’ultimo consiglio comunale di Castellanza e l’informazione sul bilancio di previsione 2011 apparso sul quotidiano la Prealpina.

Sono rimasto particolarmente sorpreso e colpito che l’estensore dell’articolo abbia definito il nostro un Comune virtuoso.

Purtroppo è tempo di rivedere questa definizione.

Fino al 1995 questo era vero. Il bilancio era sano e nelle casse comunali c’era una riserva di 6 miliardi da spendere in opere.

Il conto economico, unico vero indicatore della solidità economica finanziaria del bilancio di un Comune, era in avanzo o pareggio.

Da alcuni anni non lo è più.

Come è noto, si ha l’avanzo economico quando le entrate ordinarie superano le spese ordinarie sommate alle rate di rimborso dei mutui passivi.

Non so dire da quanto tempo il conto economico del Comune sia in disavanzo.

So che il rendiconto dell’anno 2010 mostra un disavanzo di 1.400.000 euro. Importo superiore di quello previsionale di 871.000 euro. Significa che nonostante il patto di stabilità i conti sono peggiorati nel corso dell’anno.

Per il 2011 il disavanzo previsionale è di 464.000 euro. Speriamo che non si allarghi con la gestione operativa, nonostante il patto di stabilità.

Posso assicurare che quello che conta in un bilancio, anche di quello aziendale, è il risultato economico che deriva dalla gestione operativa.

Nel caso del bilancio di previsione del 2011 del nostro Comune il conto economico è negativo: ripeto , le spese ordinarie sommate alle rate di rimborso dei mutui passivi superano di molto le entrate ordinarie
e non c’entra nulla il patto di stabilità che controlla il flusso di cassa.

In realtà con il patto di stabilità lo Stato ha semplicemente voluto ridurre il proprio disavanzo di cassa a spese dei Comuni.

Quindi Castellanza non è più un Comune virtuoso, almeno, non rispetto al passato, quando produceva servizi e investimenti senza intaccare la solidità economica del Comune.

Si perché l’utilizzo di parte degli oneri di urbanizzazione, in misura di 406.000 euro, serve per coprire il disavanzo economico e non per alimentare investimenti , come dovrebbe essere in un Comune virtuoso o in un Comune con i conti economici a posto.

Sottrarre risorse agli investimenti porta alla conseguenza che quest’anno per la manutenzione dei beni pubblici (strade, marciapiedi, etc) sarà destinato un importo di 400.000 € ( nei prossimi due anni sarà zero). Un importo insufficiente per finanziare un piano di manutenzione serio e calendarizzato in grado di tenere in ordine le strade, marciapiedi e verde urbano.

Il fatto che il patrimonio ammonti attorno a 40 milioni di euro si deve ringraziare le passate generazioni e amministrazioni e non certamente quelle che hanno prodotto l’eccesso di spesa. Non credo che il cittadino di Castellanza sia felice della vendita del patrimonio accumulato in tanti anni, senza mettere in atto un piano serio di rientro delle spese ordinarie. Un piano , tuttavia, che non pregiudichi il welfare municipale.

Quindi è tempo di rivedere il nostro giudizio sull’amministrazione di Castellanza e di smetterla di cullarci su una realtà che non c’è più.

I nuovi amministratori sapranno imprimere una svolta virtuosa?

Da quel che si può capire , nei prossimi tre anni non ci sarà nessuna inversione di rotta e non sarà qualche operazione di alchimia finanziaria a modificare il quadro.

Perché in quel caso sarebbe necessario fare un bel bilancio consolidato di tutte le società del comune per vedere quanto siano utili certe operazioni finanziarie.

Certo è che ci vuol ben altro del Federalismo fiscale Municipale che ,per questo anno , ha prodotto il taglio dei trasferimenti dello Stato di 344.000 euro.

Per ovviare sarebbe troppo facile aumentare le tasse e aumentare le entrate dei servizi a domanda individuale. Serve, al contrario, un serio programma e un’amministrazione aperta alla collaborazione per trovare soluzioni comuni e condivise per il bene della nostra comunità.

La nuova amministrazione ci proverà ? Confido che il sindaco voglia lasciare da parte la sua idea di maggioranza che decide senza sentire le minoranze, che minoranze non sono, e si cali nelle vesti dell’amministratore della cosa pubblica.

Personalmente ci conto.

Giordano Colombo

Categorie:Politica locale

Il nostro fiume malato: una conferenza pubblica sullo stato dell’Olona

Fiume OlonaIl prossimo 28 giugno, alle ore 17.00, si terrà una conferenza sullo stato del fiume Olona, presso il Teatrino di Villa Gonzaga a Olgiate Olona. L’incontro pubblico segue la riunione di sindaci dello scorso 15 giugno, nella quale i primi cittadini dell’area del Medio Olona (il nostro sindaco ha mandato un funzionario comunale) hanno discusso del problema dell’inquinamento del fiume, che ha raggiunto livelli allarmanti (Varesenews, Schiuma nell\’Olona). La riunione, stando alle cronache locali, è servita per fare un’analisi della situazione  attuale, degli interventi fatti, dei programmi futuri e degli investimenti necessari (Varesenews, Tutti al capezzale del fiume malato).

L’appuntamento del 28 giugno è pubblico: è importante la presenza di tutti i cittadini. Noi ci saremo e cerchermo di raccontarvi che cosa si dirà.

Per maggiori informazioni sul Fiume: Sito del Consorzio del Fiume Olona
Per informazioni sul progetto dell’Ecomuseo della Valle Olona: Blog del Progetto Ecomuseo
 

AGGIORNAMENTO. Ecco il link all’articolo di Varesenews in cui si parla dell’incontro e dell’iniziativa successiva:  http://www3.varesenews.it/busto/articolo.php?id=208487.

Il bus cittadino e la nuova stazione

Alcune considerazioni in merito alle ultime dichiarazioni del Sindaco…

Dunque, partiamo da un concetto generale, che apparentemente sembra non avere alcuna relazione con le ultime dichiarazioni del sindaco Farisoglio (21/6) sulla questione della stazione [leggile qui: VareseNews, risposta di Farisoglio]. Nelle democrazie moderne il potere pubblico (a qualsiasi livello esso si esprima, quindi anche nell’ambito dell’amministrazione locale) deve esercitare le sue prerogative sub lege, ossia secondo i vincoli di legge; è, questo, il paradigma dello stato di diritto, del “governo delle leggi”, che ci mette al riparo dall’arbitrarietà delle decisioni (anche sbagliate) che il singolo individuo può prendere.

Fatta questa premessa generale, nel caso specifico, la legge ci dice che il sindaco non può da solo decidere di modificare i patti sottoscritti dal Consiglio Comunale; è vero, i “protocolli” si possono modificare, ma la decisione deve essere discussa è condivisa dallo stesso organo che l’ha approvata. Il sindaco è il firmatario degli accordi su mandato del consiglio comunale.

L’accordo così com’è ora (e a questo ci riferiamo, visto che non è subentrata una modifica decretata dal Consiglio Comunale) dice che FNME si è assunta l’impegno di attivare il collegamento su rotaia tra le tre stazioni (Castellanza vecchia, Castellana nuova e Busto FS). Tale decisione è stata presa al momento in cui sono stati sottoscritti gli accordi. L’aspetto dell’interesse pubblico e i costi del servizio su ferro tra le 3 stazioni sono già stati  valutati e ritenuti compatibili con gli obiettivi specifici dell’accordo stesso e con quelli del sistema regionale di trasporto su ferro. La decisione di spostare la stazione dal centro della città alla periferia ovest su territorio di Busto Arsizio è indissolubilmente connessa all’attivazione del collegamento su ferro tra la stazione vecchia, nuova e FS di Busto Arsizio. Non c’è un obiettivo senza l’altro. le FNM e la Regione sono quindi tenuti, senza se e senza ma, ad attivare il sevizio di collegamento su ferro. Ogni giorno di ritardo procura danni alla città e ai pendolari, oltre ad essere una inadempienza grave degli accordi che potrebbe trovare anche una sanzione in sede legale, se permanesse l’inadempienza.

L’accordo parla, inoltre, del famoso tram-treno. In un secondo tempo, infatti, il servizio svolto con mezzi rotabili (locomotori e una o due carrozze), messi a disposizione delle FNM potrebbe essere sostituito dal tram treno. Le questioni sono due, tra loro distinte, e Farisoglio si è espresso solo riguardo alla seconda: come mai non dice niente della prima? Anche questo è un interrogativo importante.

Seppur diverse, le soluzioni prospettate dall’accordo sono entrambe su rotaia; il sindaco definisce il tram-treno «un’ idea pittoresca»: su che basi fa questa valutazione? Non ci sembra esistano studi che avvalorino una tale posizione. Gli indicatori sul trasporto futuro ci dicono, al contrario, che la mobilità pubblica urbana dovrà essere sviluppata su rotaia per una questione ambientale e per rendere i collegamenti rapidi. L’aspetto della rapidità  è fondamentale, soprattutto nel nostro caso. Il collegamento su ferro, infatti, è più funzionale a mettere in comunicazione la città con una stazione, ossia con treni che vanno e vengono e non si fermano ad aspettare l’arrivo del bus! Un collegamento con materiale rotabile è rapido e diretto, non dovendo compiere (come fa un bus cittadino) l’intero giro della città.  Il progetto del tram treno, inoltre, può essere sviluppato nella direzione di un sistema metropolitano, con ampie potenzialità di crescita: potrebbe fornire un bacino di oltre 200.000 abitanti ( Legnano, Busto Arsizio, Gallarate, Castellanza, Valle Olona).

Infine, un’ultima considerazione. Il sindaco Farisoglio ha dichiarato oggi: «I pendolari devono mettersi il cuore in pace non potranno più avere un servizio che colleghi solo vecchia e nuova stazione. E’ una decisione per il bene comune anche se impopolare. L’appello agli utenti della stazione è, dunque, accettare un collegamento con la stazione ma che sarà integrato nel circuito di mobilità pubblica non gratuito». Ora, nessuno nega l’importanza di un bus urbano che lambisca i punti principali della città: è un grande passo avanti nello sviluppo del sistema di trasporto pubblico; ed è ovviamente un bene che nel tragitto del bus sia compresa la vecchia stazione. Tuttavia, cosa ha a che fare questo con l’attivazione di un servizio su rotaia che colleghi le tre stazioni, di sicuro più funzionale di un bus nel portare in tempi rapidi e con puntualità i pendolari dalla vecchia alla nuova stazione (ed eventualmente alla stazione FS di Busto)? Non dobbiamo dimenticare, tra l’altro, che il collegamento su ferro era già previsto nell’accordo del 2001, a carico di FNME.

In conclusione la posizione di Farisoglio sull’argomento non è assolutamente condivisibile ed è contraria gli interessi della Città. La sua miopia procurerebbe un danno irreparabile a Castellanza, non sanabile da nessun servizio di trasporto pubblico urbano. Servono, invece, decisioni utili e meditate, non contradditore dichiarazioni al limite dell’autolesionismo civico.

 

 

Servizio bus-navetta comunale

Servizio bus-navetta comunale

Da ieri (20/6) la notizia è ufficiale:il Comune di Castellanza istituirà un servizio navetta per collegare la vecchia stazione FNME alla nuova stazione FNME, situata nel territorio di Busto Arsizio (la stazione si chiama, infatti, di ‘Busto/Castellanza’). La navetta comunale sarà attiva dal 1° luglio (giorno in cui non sarà più in funzione il servizio di collegamento attuale, effettuato da Trenord) e sarà in vigore, per ora in via sperimentale, fino al 31 ottobre; il servizio è a pagamento: 30 euro l’abbonamento per i tre mesi (luglio-ottobre) e 0,50 centesimi per una corsa singola. 54 saranno le corse totali nell’arco della giornata (20 in meno di quelle fornite dal servizio attuale), dal lunedì al venerdì (il servizio attuale comprendeva anche il sabato), concentrate in tre fasce orarie: dalle 6.29 alle 8.50, dalle 11.59 alle 14.26 e dalle 17.29 alle 21.16. Nelle fasce orarie intermedie, che oggi sono “coperte” da un bus cittadino (che compie un percorso lungo, arrivando sino a Via Giovanni XXIII), non ci sarà più alcun servizio.

La notizia, in prima battuta, non può che essere accolta con un sospiro di sollievo, soprattutto dai pendolari, che, finalmente, dopo settimane di incertezza, hanno ora la garanzia di un servizio, seppur minimo (le corse saranno diminuite, alcune fasce orarie non sono servite e il sabato e la domenica sono “scoperti”).

Detto questo, ci sembra, però, doveroso ragionare in modo un po’ più approfondito sulla vicenda. Le riflessioni da fare sarebbero molte, limitiamoci ad alcuni punti essenziali.

1)
È bene ricordare, che, secondo l’Accordo del 2001, FNME ha l’obbligo di istituire un collegamento, con materiabile rotabile (quindi su ferro), tra le 3 stazioni: Castellanza vecchia, Castellanza nuova (‘Busto/Castellanza’) e Busto Arsizio FS. Stando a quanto recita l’accordo (in particolare nel punto 7.4, e, poi, 7.5 per quanto riguarda il Tram-Treno) tale impegno avrebbe dovuto essere già assolto da parte di FNME. [Per approfondire, leggi quiUn po’ di chiarezza sull’accordo del 2001 e qui Castellanza e ferrovie nord: troppe questioni non chiare] Come è noto, tuttavia, così non è stato: per sopperire alla mancata attuazione del collegamento, FNME ha istituito, in questi mesi, il bus navetta tra la vecchia e la nuova stazione di Castellanza. Tale servizio, dunque, era già sostitutivo di un’altra prestazione, prevista dall’accordo del 2001, e che FNME non ha mai realizzato.

2)
Quando FNME (ora ‘Trenord’) ha comunicato di voler sospendere anche questo servizio palliativo, l’Amministrazione ha deciso di istituire la navetta comunale. Ora, questa decisione, seppur apprezzabile, non deve essere l’unica risposta al problema da parte dell’amministrazione; essa non può rimanere un semplice atto di buona volontà di Sindaco e giunta. C’è un’altra, fondamentale, modalità di intervento: il Comune di Castellanza si dovrà rivalere su FNME per il mancato rispetto degli accordi sottoscritti. Affinché l’azione sia efficace, tuttavia, la “messa in mora” (ossia la diffida formale nei confronti di FNME) deve essere effettuata prima del fatidico 1° luglio, giorno in cui sarà attivata la navetta comunale. FNME deve avere il tempo per rispondere. Confidiamo, quindi, che l’Amministrazione abbia già effettuato tale azione.

3)
Un ulteriore punto problematico riguarda la precarietà del servizio: come si è detto, esso sarà in vigore per tre mesi, in via sperimentale. È lecito, quindi, chiedersi: cosa succederà quando scadrà l’ora X, ossia il 31 ottobre? L’Amministrazione deve aver già pensato a come comportarsi; se così è (e ci auguriamo che lo sia), perché non rende note le sue intenzioni? Forse i tre mesi sono necessari al Comune per intentare la class action più volte evocata? Se si, è già stato presentato un esposto in tal senso? Su quali presupposti (ossia per la soppressione della navetta o per l’inadempienza generale di FNME)?