La rinascita di Milano e i diritti delle minoranze

Il 25 giugno, si è tenuto il Gay Pride a Milano, per la prima volta  con il patrocinio del comune.

Il giorno della manifestazione è coinciso con l’approvazione dei matrimoni gay nello stato di New York. Occasione che ha fornito tantissimi spunti per gli striscioni che hanno sfilato: ”New York same sex marriage…and Italy?”. Pochi gli striscioni satirici nei confronti del Papa e di Giovanardi, la maggior parte era incentrata sulla richiesta di pari diritti, specie per le unioni civili: “Canada, Svezia, Spagna….Italia quando??”

Secondo la stampa erano presenti circa sessantamila persone, il doppio dei partecipanti dell’anno passato. Tra i presenti, oltre all’assessore alle politiche sociali Majorino e al presidente di Arcigay, c’erano Umberto Veronesi e  Alessandro Cecchi Paone.

A dimostrazione dell’interesse trasversale che ha riscontrato la manifestazione, erano presenti anche famiglie con i bambini e coppie eterosessuali. Il corteo di bandiere, striscioni e carri pittoreschi, rappresentanti dei principali locali gay della città, è partito da piazza Lima e ha continuato fino a piazza Castello, passando davanti a palazzo Marino.

Arrivati a Piazza Castello, il corteo si è fermato e Majorino ha letto un messaggio da parte del sindaco Pisapia:

“Caro Gay Pride, care tutte e cari tutti, buona Milano! È con
soddisfazione e orgoglio che accolgo, oggi, la vostra manifestazione.
Soddisfazione perché, dopo diciotto anni di chiusure e ostracismo, è stata
approvata all’unanimità dalla Giunta comunale la concessione del patrocinio a
quello che consideriamo un momento importante di accoglienza e riconoscimento
di una parte della cittadinanza; orgoglio perché quello della riaffermazione e
della difesa dei diritti di tutti è un principio irrinunciabile ed è in nome di
questo principio – che non tradiremo e che ci impegniamo a realizzare – che
governeremo la nostra città.

Ho sempre creduto e da sempre mi sono impegnato per impedire ogni discriminazione e
perché le differenze – che considero una ricchezza – siano valorizzate: nella
nostra Milano non ci saranno ghetti, non ci saranno esclusi, non ci saranno
invisibili. Vogliamo rispettare tutti ma vogliamo anche che tutti siano
rispettati.

Forte sarà l’impegno mio e di Milano per evitare qualsiasi discriminazione e per
combattere la cultura omofobica che purtroppo anche recentemente si è
manifestata con vere e proprie aggressioni. Ciò può avvenire soprattutto
sviluppando politiche attive di prevenzione culturale e sociale.

La felicità, le pari opportunità e i diritti civili non possono fermarsi di fronte alle
differenze di genere, di identità sessuale e di orientamento sessuale.

A tutti buona giornata e gioiosa manifestazione, Giuliano”

L’assessore alle politiche sociali Majorino inoltre, ha dichiarato che è un fatto di buon senso il registro delle unioni civili e che verrà presto istituito a Milano, esprimendo inoltre la convinzione che in parlamento debba esserci una legge “che tolga il paese dal sottoscala dei diritti.”

Tutto lascia presagire la volontà di portarsi avanti, di perseguire una politica genuinamente liberale, rispettosa dei diritti delle minoranze.

Francesca Giulia La Rosa

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  1. 14 novembre 2012 alle 07:44

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